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Il palazzo Camillo Bolognetti
Il cinquecentesco Palazzo Bolognetti, sede del circolo Bononia, si eleva a fianco del Palazzo della Mercanzia, al numero 1 di via Castiglione. Anche se apparentemente defilato rispetto all’imponente vicino, rappresenta un frutto abbastanza singolare dell’architettura rinascimentale bolognese, notevole soprattutto per la dovizia e la raffinatezza delle decorazioni in macigno che ne animano la fronte, i fianchi e specialmente l’interno.
Una finestra sul fianco sinistro del palazzo reca nel fastigio una lapide , sostenuta da due puttini, posta a ricordo della ricostruzione promossa nel 1551 da Camillo Bolognetti. Benché si affermi che il Bolognetti riedificò il palazzo dalle fondamenta, è certo che nella nuova costruzione venne conservato il portico del preesistente immobile, risalente al secolo precedente. Non è certo a chi assegnare la paternità architettonica dell’edificio: alcuni la assegnano ad Andrea Marchesi da Formigine, altri a Pellegrino Ribaldi, altri ad Antonio Moranti “il Terribilia”.
Nel corso dei secoli il palazzo subì molti danni, sottrazioni, traslochi, e ricostruzioni. Passò poi alla famiglia Rambaldi, un antiquario bolognese di fama internazionale, che utilizzò il palazzo per la sua attività.
Lo stabile subì le conseguenze della seconda guerra mondiale. Due bombe erano state brillate dai tedeschi e avevano prodotto seri danni, tuttora documentabili da una scheggia ancora visibile a testimonianza dell’evento bellico. Per questo e per l’uso che ne aveva fatto il Rambaldi il palazzo necessitava di una ristrutturazione e gli eredi del Rambaldi offrirono l’immobile a un socio del Circolo, Nino Torchi, notissima figura petroniana, che assieme ad amici lo acquistò. Fu necessario un imponente lavoro di ristrutturazione condotto da due soci del circolo, l’architetto Santini e l’Ing Guidotti.
Successivamente sono stati necessari altri interventi sulle arenarie esterne che hanno ulteriormente abbellito la struttura e più recentemente è stato curato l’interno con l’adeguamento alle regole imposte da comune e AUSL e dalle esigenze dei soci (condizionatori, riscaldamento, audiovisivi, e quant’altro).
Chi desiderasse avere ulteriori informazioni sulla struttura architettonica può consultare il volume “Circolo Bonomia, un club, un palazzo, una tradizione (dal 1929)” con descrizione di Giancarlo Roversi e foto, disponile fino ad esaurimento presso il circolo.
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